Una rete di catene

Ho passato anni a fare la cacca sulle VPN e a dire a tutti che non servono a niente nel concreto, e che si dovrebbe fare ben altro per rendere internet un posto migliore. In questi giorni ne sto provando una e la mia convinzione non è cambiata.

 

Perché la gente usa le VPN?

Perché le persone spendono soldi ogni mese pensando che le VPN mettano un cerotto sopra al cattivo uso che fanno di internet?

Perché piuttosto che comprare una VPN, le persone non cambiano i DNS con quelli più sicuri con SSL di Mullvad o Quad9?

Perché se le persone vogliono più privacy non la smettono di usare Chrome o Opera e passano a LibreWolf, Brave, Ungoogled Chromium o Hardened Firefox?

Perché le persone si lamentano di Windows 11 ma non fanno il primo passo verso altri sistemi operativi, sperando invece che per qualche miracolo il loro computer la smetta di pugnalarle alle spalle con aggiornamenti terribili, obsolescenza programmata e funzioni non richieste che sono una peggio dell’altra?

Perché le persone usano i social con così tanta leggerezza pur sapendo che i loro dati personali vengono venduti e sfruttati in modi al limite dell’eticità?

 

A volte sento dire che internet è morto.

A volte sento dire che lo hanno ucciso i social.

A volte sento dire che tanto non c’è niente da nascondere, quindi va bene se le grosse corporation vendono i nostri dati personali come se fossero succosi animali pronti al macello.

 

Internet soffre ogni volta che supportate una compagnia che fa di internet un mezzo per guadagnare soldi grazie al vostro engagement.

Internet soffre quando consumate contenuti brainrot scorrendo tra feed infiniti sui social.

Internet soffre ogni volta che comprate un prodotto solo perché l’influencer di turno lo sponsorizza facendo credere che sia una panacea per tutti i mali.

Internet soffre quando utilizzate il cadavere di quello che un tempo era davvero un buon sistema operativo ma che ora peggiora sempre di più e diventa sempre più invasivo perché Microsoft sa che la società non vuole imparare a usare sistemi diversi.

In realtà, internet soffriva già per colpa di Internet Explorer, ma in confronto era solo un graffietto.

 

Io sono disposta a ricostruire un internet migliore dove le VPN non fanno da palliativo per un internet a pezzi.

Il problema è che il mondo non lo è, perché il mondo ha scelto dei social network comodi ma terribili.

Perché il mondo rimane a guardare quella che molti chiamano “enshittification” senza fare nulla per cambiare le cose.

 

Perché la rete ora è fatta di catene.

E a quanto pare, le persone trovano normale l’essere incatenate.

Quasi nessuno sfugge a quelle catene e gli spazi web indipendenti come i blog e i siti web personali sono sempre più rari.

E per stare più comodi in quelle catene, le VPN sono soltanto un cerotto per calmare un po’ il dolore dei lividi invisibili.